lunedì 25 ottobre 2010

Tra il Dire e il Fare


Il giorno dopo la chiusura del primo congresso di Sinistra Ecologia e Libertà, si sono sprecati i commenti politici di corredo. Tutte le luci sono ovviamente state puntate sul leader Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia.
Le critiche più curiose riguardano la sua capacità oratoria: da destra come da sinistra, in tanti si sono dichiarati scettici a proposito, come tante volpi incapaci di raggiungere l'uva dell'innata capacità di coinvolgere l'elettore e stabilire con lui un rapporto di simpatia e partecipazione, fosse anche momentanea, legata al tempo di un'orazione. "Tante belle parole che non dicono nulla": è l'accusa più comune, recitata in tutte le salse.

ora et labora
Forse però i suoi denigratori dimenticano che Vendola è l'unico leader di un partito dell'area di sinistra ad avere:
a) un esperienza da capo di un consiglio esecutivo, fosse anche soltanto quella di una Regione;
b) un esperienza da capo di un consiglio esecutivo oggi;
c) un esperienza da capo di un consiglio esecutivo giunta al secondo mandato consecutivo.
E sulla recente conferma elettorale aggiungo: guardate le ultime elezioni regionali, quante sono state le regioni in cui la coalizione di centro-sinistra è riuscita a confermarsi al governo? Sette. Ora sottraete a questo numero il totale delle regioni "rosse", con una forte prevalenza di un elettorato di appartenenza e/o di una palese tendenza a sinistra? Il risultato fa 1: la Puglia.
I tre punti e l'osservazione di fatto di cui sopra non vogliono raggiungere alcuna conclusione diversa da questa: Vendola sarà, anzi sicuramente è, un ottimo oratore, magari con la tendenza a farcire i suoi discorsi più di belle parole che di proposte o fatti concreti a tal punto da far storcere il naso ai più pragmatici, ma ciò non significa assolutamente che le proposte e i fatti non ci siano. Come non mancano i punti di criticità.
Da una parte la leadership nazionale nel campo delle energie rinnovabili, dall'altra le inefficienze e le finanze disastrate del sistema sanitario regionale. Nel mezzo, ancora da compiersi pienamente, le lotte al lavoro nero e alla criminalità organizzata.
Senza fare l'apologia della politica del leader di SEL, ritengo siano ridicole tutte le critiche rivoltegli da parte di chi non solo non ha le sue capacità, ma non ha neanche le sue esperienze di governo. Sono inaccettabili le critiche da parte di chi si è abituato a perdere e non ha mai fatto nulla verso chi ha vinto, rivinto, costruendo qualcosa o almeno provandoci.

Sul futuro di Vendola di più non mi esprimo: sono ancora scottato da quando criticai la sua logica, quanto meno sintattica, di "dividersi da Rifondazione Comunista per rifondare la sinistra", per poi osservare neanche due anni dopo che i risultati gli danno ragione. Dico soltanto, che a proposito di "fare", è giunto il momento per il Governatore della Puglia di affrontare l'ultimo banco di prova: la difficile (usiamo un eufemismo) gestione della sanità regionale. L'attenuante dell'eredità lasciatagli da Raffaele Fitto, talmente bravo e con talmente tanti procedimenti giudiziari a carico da meritarsi l'attuale Ministero agli Affari Regionali, potevano valere per il primo mandato. Ora non ci sono più scuse: se nei prossimi quattro anni che gli rimangono alla guida della Puglia riuscirà a compiere anche questo "miracolo", nulla più potrebbe essergli precluso. Soprattutto in una stagione di carestia come questa per la sinistra italiana.

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